Colloquio di lavoro tra pregiudizi, problemi ed errori

Chi è alla ricerca di lavoro, e sostiene un colloquio, ha sempre il timore di sbagliare qualcosa al punto da pregiudicare poi la valutazione complessiva da parte dell’intervistatore. Pur tuttavia, anche il selezionatore, che si pone come obiettivo quello di valutare e di reclutare i migliori candidati, spesso commette moltissimi errori, ed in certi casi anche molto gravi al punto da portare l’impresa a perdere non solo tempo, ma anche denaro.

Trattasi di errori che, in particolare, possono esulare dalla valutazione oggettiva del candidato quando per esempio si sbaglia sopravvalutando quelli che sono i candidati che piacciono di più. Così come la valutazione può essere falsata, o comunque è errata quando si dà troppa importanza al fatto che il candidato mostra un certo garbo ed una buona comunicazione dimenticandosi invece di pesare quelle che sono le sue competenze e le sue eventuali esperienze lavorative pregresse.

Trattasi di considerazioni non da poco visto che l’assunzione di profili che poi non si rivelano idonei può avere delle conseguenze non solo sgradevoli, ma anche molto costose. Basti pensare all’impatto, all’interno di un team di lavoro che è collaudato ed affiatato, di figure professionali che non sono in grado di svolgere al meglio le mansioni ed i compiti assegnati. Per non parlare del fatto che le figure professionali non idonee possono anche generare un impatto in termini di perdita di clienti e quindi di denaro per l’impresa.

Di riflesso, le campagne di selezione e di reclutamento vanno sempre pianificate con grande rigore, altrimenti diventa difficile individuare la persona o le persone più idonee ad occupare le posizioni aperte. Non a caso non è raro che capiti di selezionare pochissimi candidati dopo il primo step di selezione e dopo aver sostenuto decine di colloqui. In tal caso la spiegazione più semplice viene data con il fatto che nel complesso i candidati non erano in maggioranza idonei quando invece la vera ragione può essere legata ad interviste che non sono state portate avanti seguendo le regole ed i criteri fissati.

Far bene il lavoro di selezionatore e di intervistatore, inoltre, permette all’azienda di evitare ogni ricorso ed ogni contestazione che nei casi più gravi, da parte di candidati delusi, può portare anche alle controversie di natura legale. In pratica il candidato, ritenendo di avere ogni buona ragione in merito, può infatti citare in giudizio l’impresa per violazione dell’equo trattamento nella fase di selezione e di reclutamento del personale.