Selezione del personale, come valutare un candidato

L’assunzione di personale da parte delle aziende passa attraverso la fase di selezione di un certo numero di candidati. Il processo di selezione, sebbene sia basato su criteri soggettivi, è in ogni caso caratterizzato dalla valutazione da parte di colui o di coloro che intervistano il candidato, ovverosia di colui o di coloro che si occupano dei colloqui.

La responsabilità del selezionatore o dei selezionatori è importante e determinante in quanto si tratta di andare a scegliere le figure migliori in base alle competenze, alle capacità ed anche a fattori di natura comportamentale. Ma detto questo, quali caratteristiche deve avere l’intervistatore, nell’ambito della selezione del personale, affinché scelga davvero i candidati migliori?

Ebbene, al riguardo la valutazione dei candidati in modo preciso ed in modo corretto passa attraverso un approccio cortese e professionale nei confronti di chi sostiene il colloquio. Inoltre, il colloquio non solo deve invogliare il candidato ad entrare a far parte dell’impresa, ma deve anche far comprendere per sommi capi quello che è l’incarico in questione.

Di conseguenza, per una valutazione dei candidati che sia efficiente ed efficace è necessario che il colloquio, e quindi l’intervista, sia ben strutturata senza mai dimenticare che quello di saper gestire al meglio un colloquio è un mestiere che si impara solo ed esclusivamente con il tempo. Non basta infatti essere dei grandi manager, oppure degli imprenditori che fatturano annualmente decine di milioni di euro per poter essere convinti di saper selezionare i migliori candidati a conclusione di una batteria di colloqui.

I nemici peggiori per i selezionatori in fase di selezione sono rappresentati non a caso dall’istinto e dalla presunzione. Per esempio è sbagliato ritenere di valutare il candidato già dopo aver posto un paio di domande, o addirittura di comprendere che il candidato è quello giusto solo dopo averlo solo visto magari ben vestito con tanto di cravatta e scarpe perfettamente abbinate. In altre parole, chi si ritiene in grado di distinguere se un candidato sarà idoneo oppure no, già nei primi momenti, deve ancora fare tanta strada prima di diventare un bravo intervistatore.

E questo perché le scelte sul reclutamento che sono basate sull’istinto e sulla presunzione sono tipiche di quei selezionatori che, sbagliando, si basano per la valutazione dei candidati su dei pregiudizi tali che, per decidere su chi assumere, è come se in sostanza si facesse a testa o croce con tutto quel che ne consegue.