Ricerca lavoro tra le occupazioni ‘non sicure’

Le difficoltà legate alla ricerca di lavoro, a tutte le età ed anche al variare delle competenze pregresse acquisite, impongono specie per l’Italia una riflessione. Nel cercare un’occupazione, infatti, specie in certi momenti della propria vita, occorre necessariamente cambiare il paradigma di come vedere il lavoro e di come trovarlo. Per migliorare e per migliorarsi, dopo aver magari lavorato con contratti a tempo determinato e/o atipici, in certi casi la ricerca di lavoro deve essere orientata ed indirizzata su quelle che possiamo definire come delle occupazioni ‘non sicure’.

Ci riferiamo, nello specifico, alla decisione più o meno drastica di mettersi in proprio, ovverosia di diventare un lavoratore autonomo dopo aver incontrato magari non poche difficoltà a trovare un’occupazione da lavoratore dipendente. Trattasi di una scelta che può rivelarsi vincente specie per chi crede davvero che è meglio avere un lavoro ‘non sicuro’ piuttosto che non averlo.

Così come è una scelta vincente per chi è conscio del fatto che i problemi della vita, anche quelli lavorativi, sono sempre e solo temporanei se si persevera per superare le difficoltà. Inoltre, rispetto al passato, le procedure burocratiche per avviare un’attività di lavoro autonomo, attraverso l’apertura di una partita Iva, sono in Italia decisamente più snelle e più rapide anche perché la quasi totalità degli adempimenti può essere evasa in modalità telematica.

Il cambio di mentalità sul lavoro, rispetto alla classica suddivisione tra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente, in Italia è peraltro d’obbligo in quanto le occupazioni ‘non sicure’ non sono più così distanti dai cosiddetti posti fissi. E questo perché, rispetto alle generazioni precedenti, chi al giorno d’oggi è giovane ed ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato non gode più delle stesse garanzie e delle stesse tutele del passato.

Di conseguenza, nella ricerca del lavoro è bene oramai evitare di imporsi o di crearsi delle regole ferree o fisse che possono rivelarsi limitanti visto che ad esempio si può lavorare in un settore dell’economia a tempo determinato, maturare l’esperienza necessaria, magari semplicemente come collaboratore, e poi pianificare uno spin off, ovverosia continuare a fare in proprio quello che si faceva prima come lavoratori subordinati o come lavoratori parasubordinati. A tal fine la condizione necessaria per avere successo, mettendosi in proprio, è quella per cui occorre non solo far sempre tesoro dei lavori svolti in precedenza, ma anche delle proprie capacità e propensioni, dei propri hobby e delle proprie passioni.