Assunzioni in azienda, come convocare i candidati

Nel momento in cui in azienda è stato messo a punto il processo di selezione, al fine di dar via ai colloqui, occorre andare a convocare i candidati. Spesso i candidati al riguardo vengono richiamati, dopo un primo contatto, al fine di fissare la data che di norma, considerati gli impegni di ognuno, è bene comunicare con una settimana di anticipo. In Italia non succede spesso, ma comunque non mancano le aziende che, avendo pronto il calendario dei colloqui, inviano ai candidati una lettera che poi occorrerà rispedire per conferma.

Nella lettera di solito il candidato viene informato sul giorno del colloquio, sul luogo e sulla durata dell’intervista unitamente al nome di chi sarà il selezionatore. Ed ancora la lettera di convocazione per il colloquio può prevedere la richiesta di presentazione di tutta una serie di documenti, dal certificato di abilitazione al permesso di lavoro e passando per il certificato di residenza, la patente di guida, ed eventualmente anche del materiale legato al tipo di incarico, dai documenti ai disegni e passando per foto e simili al fine di una verifica sommaria dei requisiti del candidato.

In genere l’iter di assunzione in azienda parte dalla pubblicazione di un annuncio sul web e/o su un quotidiano a tiratura nazionale, per poi passare ad una prima scrematura dei curriculum e delle lettere di motivazione e accompagnamento presentate. Per esempio su 70 curriculum presentati ne vengono scartati 60 a fronte di 10 candidati invitati alla prima tornata di colloqui con l’intervista che può avere una durata di 90 minuti.

Al termine della prima tornata di colloqui supponiamo che 6 candidati siano ammessi alla fase successiva, e 4 scartati. I 6 candidati ora sosterranno un colloquio/intervista più lungo, in genere della durata di due ore non in presenza di uno o due selezionatori, ma di una commissione appositamente costituita. E questo affinché su un totale di 6 candidati, uno di questi arrivi alla fase finale, ovverosia alla formulazione della proposta di assunzione a patto che presenti delle referenze adeguate.

Se il candidato da assumere è davvero quello giusto, in base alle mansioni ed agli incarichi che poi saranno assegnati in azienda, allora i selezionatori e la commissione appositamente costituita avranno lavorato bene scavando con domande mirate non solo sulle competenze e sui comportamenti, ma anche sulle motivazioni e sulle aspirazioni in linea con gli obiettivi che erano stati prefissati al momento della pubblicazione dell’annuncio di offerta lavoro in Rete e/o sulla stampa nazionale.