Selezione del personale con la tecnica dell’ascolto attivo

I datori di lavoro che hanno urgente bisogno di assumere hanno come obiettivo quello di trovare i candidati giusti nel più breve tempo possibile. Di conseguenza il selezionatore al riguardo ha una grande responsabilità visto che deve gestire il reclutamento in tempi rapidi e dato che ha margini di errore ristretti. Ed allora, come trovare il candidato migliore al quale affidare un incarico in azienda?

Ebbene, una delle tecniche vincenti nella selezione del personale è rappresentata dall’adozione della tecnica del cosiddetto ascolto attivo. Si tratta, nello specifico, non solo di mettere a proprio agio i candidati in sede di colloquio, ma anche di comportarsi in maniera tale da indurli a parlare liberamente durante l’intervista.

Per esempio, nel mettere a proprio agio un candidato è bene cercare in ogni occasione utile il contatto visivo, così come è bene, al momento opportuno, annuire con un cenno del capo al fine di incoraggiarlo a proseguire nel suo discorso. E’ infatti importante che il selezionatore mostri attenzione, e che non passi per essere una figura fredda e scostante, altrimenti difficilmente i candidati saranno disposti a condividere informazioni con il proprio interlocutore.

Ed ancora, senza esagerare, nell’applicare la tecnica dell’ascolto attivo il selezionatore nel mostrare e nel confermare attenzione nel corso del colloquio può utilizzare frasi, suoni e parole che possono sempre incoraggiare il candidato ad esprimersi come ad esempio ‘bene, prosegua pure …’.

Così come si rivela utile seguire le espressioni facciali del candidato attraverso una imitazione con giudizio. Per esempio se il candidato racconta episodi spiacevoli, riguardo ad esperienze lavorative pregresse, l’espressione facciale deve essere tipica di chi è solidale e non certo allegra. Così come si può sorridere quando invece il candidato illustra esperienze professionali che sono state entusiasmanti.

Pure il selezionatore, inoltre, deve adottare comportamenti e linguaggi del corpo tali da mettere a proprio agio il candidato. Per esempio, si sconsiglia di sostenere i colloqui dietro imponenti scrivanie oppure incrociando le braccia, in quanto in tal caso il segnale che si dà è quello di frapporre delle barriere nei confronti del candidato.

Ed ancora, occorre evitare di puntare il dito verso il candidato, in quanto può essere letto come un segnale di aggressività gratuita ed ingiustificata, e lo stesso dicasi per il guardare ripetutamente fuori dalla finestra e/o consultare in continuazione l’orologio. In tal caso è facile far intendere al candidato che il selezionatore non solo sembra essere poco interessato, ma si sta pure annoiando. A completare i comportamenti ed i linguaggi del corpo da evitare segnaliamo pure il corrugare la fronte ed il giocherellare con le mani.