Motivazioni e aspirazioni, valori chiave per i datori di lavoro

Per i datori di lavoro che sono pronti ad assumere, le motivazioni e le aspirazioni dei candidati che sostengono il colloquio sono fondamentali. Di conseguenza, il selezionatore deve essere in grado di porre le domande giuste al fine di poter capire quale sia l’ambizione del candidato anche al di là di quelle che sono le competenze già acquisite. In altre parole, pur lasciando ampio spazio al candidato nell’esprimersi, il selezionatore deve essere in grado di raccogliere quelli che sono i punti di forza ed i punti di debolezza.

E per farlo una parte delle domande da porre al candidato deve essere impostata su delle situazioni reali e specifiche. Per esempio, si può chiedere di descrivere ed illustrare i risultati ottenuti l’ultima volta che è stato portato avanti un progetto. Così come si può chiedere come il candidato si è comportato nel momento in cui in ambito lavorativo si è trovato a prendere una decisione difficile.

Detto questo, nel far esprimere in piena libertà un candidato è anche importante la formulazione di domande aperte e basate su argomenti che non sono strettamente lavorativi. Tale scelta, ad esempio, è d’obbligo quando a presentarsi è un giovane candidato neolaureato che, di conseguenza, non può esibire esperienze lavorative pregresse di particolare rilievo.

Ed allora in tal caso, per comprendere quali siano le motivazioni e le aspirazioni del candidato, si possono fare domande aperte legate alla vita universitaria, o magari ad altre attività legate allo sport e/o al tempo libero in modo tale da permettere a chi sostiene il colloquio di svelare quelle doti che di norma non trovano occasione di esprimersi in ambito lavorativo.

La domanda aperta, non strettamente legata agli aspetti lavorativi, può essere tra l’altro utilizzata come domanda iniziale specie se il candidato che ci troviamo davanti è un po’ teso. In questo modo ci saranno più probabilità che il colloquio possa poi proseguire con un minor livello di tensione. Il selezionatore, in tal caso, dovrà poi essere capace di porre domande tali da abbracciare più situazioni tali da poter comprendere quale sia la professionalità ed il grado di competenza acquisita da parte del candidato che ci si trova davanti.

A tal fine, nell’ambito della selezione del personale, una delle tecniche più utilizzate nel corso dell’intervista è quella cosiddetta dell’imbuto che prevede, partendo da domande aperte, la chiusura del cerchio incalzando il candidato con domande che poi tendono ad essere, fino a fine colloquio, sempre più chiuse e sempre più specifiche.