Datori di lavoro a caccia di talenti, ecco come

Per un datore di lavoro, sebbene rispetto al passato l’innovazione e la tecnologia facciano sempre di più la differenza, la scelta del capitale umano è ancor più importante. D’altronde per un’azienda, che sia ben avviata o che sia in start up, più talenti ci sono meglio è per il presente ma soprattutto per il futuro. Ed allora, in che modo i datori di lavoro vanno a caccia di talenti?

Ebbene, in passato l’imprenditore direttamente, oppure il manager/selezionatore, è stato sempre tentato dall’assumere profili con adeguate competenze ma comunque quanto più possibile simili a loro stessi. Al giorno d’oggi, invece, si lavora sempre più spesso in team ed è di conseguenza fortemente sconsigliato creare gruppi di lavoro per cui tutti si assomigliano troppo.

Per la risoluzione di problemi e di situazioni di ogni genere in azienda, infatti, è importante poter far leva su persone che da un lato siano tutte capaci, e che dall’altro siano in ogni caso diverse per istruzione come per mentalità e per esperienze pregresse maturate. Ed il tutto al fine di trovare soluzioni rapide a problemi e criticità grazie ad un confronto costruttivo ed alle idee innovative che il team di lavoro sarà in grado di proporre.

Di conseguenza, in fase di colloquio il selezionatore, al fine di trovare i candidati che sono maggiormente idonei per le mansioni da assegnare in azienda, deve fare tutto tranne che lasciarsi influenzare da pregiudizi che possono emergere in presenza di un curriculum caratterizzato da esperienze pregresse e da un background che magari può apparire a prima vista alquanto insolito.

Questo significa anche che il colloquio non deve essere una semplice ‘chiacchierata’, ma un’intervista strutturata che permetta di far emergere le potenzialità del candidato. Altrimenti da un lato l’azienda non raggiungerà quelli che sono gli obiettivi di selezione, e dall’altro il candidato a fine colloquio sarà sostanzialmente deluso per non essere stato in grado di dimostrare le proprie capacità e la propria professionalità.

Infine, occorre tenere ben presente il fatto che di norma i candidati migliori sono anche quelli che spesso hanno altri fronti aperti, con altre aziende, per una possibile assunzione, ragion per cui l’obiettivo dell’intervistatore non deve essere solo quello di far emergere durante il colloquio le capacità e le competenze, ma è anche necessario rendere quanto più possibile appetibile la proposta di lavoro. Altrimenti i candidati migliori potrebbero decidere successivamente, ed indipendentemente dall’esito dell’intervista, di accettare un’altra offerta.